Il Decreto Dignità e l’eterogenesi dei fini

Isabella Covili Faggioli, Presidente Aidp: “Chiediamo il ripristino parziale delle vecchie regole per scongiurare il ricorso massiccio alle Partite Iva”.

Secondo una recente analisi svolta da Aidp (associazione italiana dei direttori del personale), il Decreto Dignità rischia di essere un rimedio peggiore del male: benché il suo scopo dichiarato sia la limitazione del ricorso alla contrattazione a tempo (in particolare dell’utilizzo dei contratti a termine e in somministrazione) a favore del contratto a tempo indeterminato, l’effetto prodotto potrebbe essere ben diverso.

È molto probabile infatti, sostiene Aidp, che si verifichi un aumento del turn over dei lavoratori a termine, che con le vecchie regole potevano lavorare fino a un massimo di 3 anni – con la possibilità, poi, dell’assunzione a tempo indeterminato –, mentre con le nuove regole lavoreranno solo due anni e verranno sostituiti (se non assunti a tempo indeterminato) con altri lavoratori allo scadere del periodo massimo.

Il combinato tra Decreto Dignità e l’annunciata flat tax al 15% (o misure simili) per le sole Partite Iva che fatturano max 60 mila euro avrà, inoltre, l’ulteriore effetto di rendere molto conveniente sia per il lavoratore che per l’impresa il ricorso a questa formula. Tirando le somme, quindi, si potrebbe giungere infine a un boom di Partite Iva e “finti”, risultato ben diverso da quello sperato. La necessaria flessibilitàcovili_faggioli_isabella_Aidp contrattuale verrà spostata, quindi, dai più tutelanti contratto a termine e in somministrazione alla meno tutelante Partita Iva.

Chiediamo il ripristino delle precedenti regole: bene i contratti a termine della durata di 24 mesi, ma abolizione delle causali e nessun costo aggiuntivo per i rinnovi” ha dichiarato Isabella Covili Faggioli, Presidente Aidp, “da un lato per scongiurare il boom di lavoro autonomo irregolare (con il rischio connesso dell’aumento del contenzioso selvaggio) e dall’altro per riaffermare che la flessibilità contrattuale normata e tutelata è un’esigenza vitale per il corretto funzionamento delle nostre imprese e di una moderna organizzazione del lavoro. Il rischio di provvedimenti non organici a un disegno di riforma complessivo è l’eterogenesi dei fini“.

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