Il futuro del lavoro porterà con sé 30 nuove figure professionali

Ecco quali saranno le competenze e le professioni più richieste dalle aziende da qui al 2030 e quali studi bisognerà affrontare per arrivarci.

adult-book-business-297755Entro il 2030 assisteremo alla nascita e allo sviluppo di trenta nuove professioni: queste le previsioni di alcuni scienziati dell’istituto di ricerca FastFuture, che ha realizzato uno studio per conto del governo britannico in cui si legge anche che l’attività umana verrà affiancata e talvolta sostituita da soluzioni nate dall’avanzamento tecnologico. A questa ricerca si aggiunge l’indagine del Bureau of Labor statistics del Dipartimento americano del lavoro, fra i principali centri studi in campo occupazionale dei Paesi industrializzati, il quale sostiene che i settori destinati a offrire maggiori opportunità di impiego sono senza alcun dubbio quelli a più elevato contenuto tecnologico.

Dalla medicina all’agricoltura – arrivando persino al turismo spaziale –, robotica e intelligenza artificiale affiancheranno l’uomo in molti ambiti e verranno utilizzate per migliorare diversi aspetti del vivere quotidiano. Oltre alle professioni emergenti, saranno quelle che richiedono competenze digitali, già esistenti, a trovare spazio nei lavori del futuro – in particolare l’esperto di web marketing, il social media manager e lo sviluppatore, che le aziende sono disposte a retribuire con alti compensi. Tuttora richiesto – e continuerà ad esserlo – l’esperto SEO, che si occupa del posizionamento sul web e assiste chiunque abbia bisogno di farsi trovare dai motori di ricerca. Non dimentichiamo poi il web designer che disegna il layout grafico di una piattaforma web.

Nuove e diverse professioni sono invece quelle dedicate a una gestione evoluta di uffici, fabbriche, stabilimenti e impianti: si va dal chief digital officer, figura in grado di coordinare i processi e le trasformazioni digitali e promuoverne la cultura in azienda, al cloud architect, che si occupa dell’ideazione e realizzazione di architetture in cloud, spazi web che permettono di gestire in maniera virtuale interi sistemi informativi, senza più bisogno di un supporto fisico. Imprescindibili poi le figure legate alla sicurezza: il cyber security manager, ovvero colui al quale viene affidata la gestione della sicurezza dei dati in azienda, strettamente correlata a un’altra professione, quella del data protection officer, ovvero chi tutela i dati sensibili dei clienti e del personale dell’azienda.

Il futuro presenta nuove opportunità e nuovi lavori, ma non sono dell’idea che le macchine ci sostituiranno completamente: per ogni attività meccanizzata ci sarà sempre una testa pensante che la programma, la fa funzionare e la implementa di continuo. È per questo che spesso nei colloqui di lavoro cerco di comprendere le competenze trasversali, quali il pensiero laterale, la visione d’insieme e l’attitudine al problem solving, più importante rispetto all’arte di saper fare e all’estrema professionalizzazione. Il mondo ci chiede sempre più spesso di intrecciare varie professioni e varie attività, e già oggi – anche in ambito professionale – la contaminazione di più materie è la chiave del successo di ogni lavoratore. Se è vero che in futuro si cambieranno mediamente lavoro o mansioni ogni 5 anni è fondamentale una visione strategica e soprattutto prevedere percorsi formativi che aumentino la propria employability” ha dichiarato Simone Colombo, consulente del lavoro ed esperto di direzione del personale in outsourcing.

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