La relazione con il nostro vero sé e il risveglio con l’autosservazione

La prima relazione di aiuto di cui prendersi cura è quella verso noi stessi, per occuparci della nostra sostenibilità personale e del nostro Ben-essere

Eccoci alla prima tappa del nostro viaggio all’interno di relazioni e sistemi.

Laura Torretta

Laura Torretta, Counselor Organizzativo ad indirizzo Sistemico Relazionale

‘Noi con noi stessi’, consapevolezza e coscienza di noi al trascorrere del tempo. Facile a dirsi ma….siamo proprio sicuri di conoscerci veramente?

Quante maschere indossiamo per piacere agli altri? Quanti copioni recitiamo per abitudine che non ci appartengono più? Quante credenze su chi siamo limitano la piena espressione dei nostri talenti?

Ho scoperto in età matura che ci accomunano molte riflessioni, spesso i nostri malesseri arrivano dal fatto che ci siamo allontanati dalla nostra verità interiore dal nostro vero sé, così soddisfiamo più i bisogni altrui che i nostri, così cerchiamo di cambiare fatti già avvenuti guardando con nostalgia indietro con lo specchietto retrovisore, così proiettiamo nel futuro idee sulle quali non abbiamo alcuna influenza, così aspettiamo che gli altri cambino o ci riconoscano il merito di quello che facciamo per loro, così non osiamo chiudere cicli e prendere nuove direzioni che ci riportino al centro della nostravita. La relazione con chi vogliamo essere e chi possiamo essere è al centro di questo incontro.

La filosofia esistenziale: ce l’ho? Manca?

“Fidatevi dei vostri sogni perché in essi è nascosto il passaggio verso l’eternità” (Khalil Gibran)

Travolti e disorientati da crisi ed eventi che ci confondono e spaventano, sopraffatti dall’inesorabile trascorrere del tempo, unica risorsa scarsa che si consuma e non si riproduce, affardellati tra mille cose ‘da fare’, riporto la tua attenzione ad un concetto tanto semplice quanto banalizzato nei tempi moderni: la nostra filosofia esistenziale per ‘essere’ .

Ti sei mai interrogato su quale sia la tua? Quale hai scelto di vivere?

Beh se non hai mai riflettuto sul tema o se nel tempo ti è sfuggito di mano…non ti preoccupare sei in ottima compagnia.

Qui e ora vorrei condividere la prospettiva per cui la prima relazione di aiuto di cui prendersi cura è quella verso noi stessi, per occuparci della nostra sostenibilità personale e del nostro Ben-essere, per tornare e so-stare al centro della nostra esistenza. Durante il mio percorso formativo di Counseling sono approdata alla conoscenza di un autore che ha dato nuovo senso alla mia ricerca personale e te lo propongo. Sono rimasta affascinata da Ralph Waldo Emerson, filosofo, scrittore e saggista statunitense che pubblicò nel 1860 The conduct of life, nove saggi brevi che aprono le porte alla definizione pragmatica della verità e dell’azione umana. Non ha voluto dare né ideali pedagogici né tantomeno dogmi etico-religiosi, ha proposto un’etica individuale basata sulla fiducia in se stessi, sul rispetto per la vita e l’esistenza.

Per lui la libertà degli uomini passa per la comprensione e l’accettazione del senso del mondo. Non ha volutamente definito un proprio sistema filosofico, la sua grandezza sta proprio nella vastità degli argomenti trattati con spirito pionieristico al servizio dell’evoluzione culturale dell’umanità.Il significato della vita è quindi ovunque lo cerchiamo se non perdiamo speranza e desiderio. Al centro di questa prospettiva esistenziale sta l’ affermazione individuale e l’emersione della verità interiore.

L’affermazione individuale: possibili ingredienti olistici!

“L’anima è tinta del colore dei suoi pensieri, pensa solamente a quelle cose che sono in linea con i tuoi principi e che possono sopportare la luce piena del giorno. Tu puoi scegliere il contenuto della tua personalità’. Giorno dopo giorno divieni ciò che scegli, ciò che pensi , ciò che fai. La tua integrità è’ il tuo destino. Essa è la luce che illumina il tuo sentiero” (Eraclito).

Per poter ritornare e sostare al centro del nostro destino occorre ritrovare alcune bussole per muoversi consapevolmente nella ricerca dell’equilibrio tra intenzioni, emozioni e azioni .

Nel 1989 Rollo May, massimo esperto e padre fondatore del Counseling, pubblica L’arte del Counseling in cui ripercorre gli elementi che contribuiscono alla realizzazione dell’ individuo e della qualità della sua vita: libertà di scegliere, unicità del proprio sé, integrazione della cooperazione sociale, sviluppo di una autentica tensione spirituale.

Nel 2010 l’Osservatorio Europeo su Sistemi e Politiche per la Salute ha proposto una nuova definizione di salute che evolve in un concetto di benessere (stare bene ed esistere bene) ). Per prendersi cura di sé è importante sviluppare conoscenza e consapevolezza su 5 dimensioni di ‘stato’ che cooperano per raggiungere e mantenere il proprio potenziale personale nella società: stato emotivo, stato mentale, stato fisico, stato sociale, stato spirituale.

Siamo assolutamente autonomi e responsabili di preservare e sviluppare tutti questi elementi senza delegare ad altri la nostra sostenibilità nel tempo. A ciascuno combinare gli ingredienti in una ricetta che valorizzi la nostra unicità.

Lo sviluppo del nostro potenziale: una relazione dinamica attraverso i cicli di vita!

“ Trattenere è credere che esista solo il passato, lasciare andare è sapere che c’è’ un futuro” (Daphne Rose Kingma)

Ci sono alcune teorie sui cicli di vita nell’età adulta, sull’evoluzione e sulla motivazione che aiutano a ‘unire i puntini’ e ‘ cogliere i segnali deboli’ della vita. Talvolta non ci concediamo un ripensamento, un refresh dei nostri bisogni e dei nostri valori al trascorrere degli anni per alimentare la nostra motivazione.

Sentiamo una spinta a rinnovarci per trovare nuovi sensi, coltiviamo segretamente il desiderio di prenderci cura di spazi da tempo abbandonati ma restiamo fissi sulla direzione nota e ben lontani dal nostro centro di benessere. La paura di cambiare fuori dalla ‘comfort zone’, fuori da schemi ormai consolidati ci fa sentire deboli e indifesi ma non è così’ se lasciamo emergere fiducia e coraggio.

Il naturale fluire della vita e la nostra affermazione nel suo pieno potenziale presuppongono un continuo cambiamento, apprendimento e adattamento. Attraversiamo fasi caratterizzate daspecifiche crisi psico-sociali, potenziali propulsori della dinamica evolutiva del cambiamento. Non è vero che la nostra vita si cristallizza in tre sole fasi (crescita-maturità-declino), bensì si organizza in successivi cicli virtuosi ; sta a noi assecondare le transizioni ed essere più o meno generativi o sterili. Non mi riferisco solo alla pro-creazione o alla capacità artistica ma a ogni possibile fonte di nuova generazione progettuale.

Durante i cicli di vita sviluppiamo la conoscenza in strutture cognitive specifiche, ‘schemi’ e ‘forme di organizzazione mentale’ che rischiano però di diventare veri e propri circoli viziosi di cui restiamo ostaggi al passare del tempo se non li aggiorniamo. F. Varela ( biologo, filosofo, neuroscienziato ed epistemologo cileno) ha dato molti stimoli sulla ‘creazione di sé’ supportando che “chi apprende ridisegna il proprio punto di vista e le proprie relazioni”; valorizza l’apprendimento diretto e sperimentato sul campo, per rigenerare la propria autonomia rispetto alle variazioni dell’ambiente e riportare tutto il sistema dell’individuo inequilibrio. Siamo chiamati a ‘cavalcare il cambiamento’ ed essere registi e protagonisti nella ‘ridefinizione di Sé’ portando attenzione a:chiudere i cicliprecedenti; accettare le perdite che questa finecomporta; rielaborare ilpassato; capitalizzare gli aspetti del passato daconservare; aggiornare i desideri e riprogettare le possibilità per ilfuturo.

Diventa centrale il tema delle “scelte” per sviluppare il nostro potenziale, vanno attuate accettando le conseguenze, dirette per noi per il mondo che ci circonda. La comprensione principale di queste riflessioni è che la vita è fatta di cicli che si susseguono, le uniche certezze sono l’inizio e la fine. Rimanere fissi in alcune posizioni intermedie senza fare nuove scelte o rinnovare le scelte fatte rischia di impedire il naturale fluire della vita. Chiudere un ciclo è difficile e faticoso, lo abbiamo provato tutti ma può creare un ponte verso una nuova apertura per capitalizzare il passato e riprogettare il futuro. Solo noi possiamo rivitalizzare la relazione con noi stessi e decidere di essere soggetti attivi per ritrovare motivazione, passione e benessere. Oggi possiamo aggiornare bisogni e obiettivi, oggi possiamo adottare le soluzioni più adeguate, oggi possiamo aggiornare valori e risorse diverse da ieri. Una maggiore consapevolezza di sé aiuta a mantenere alto il livello di autostima ed autoefficacia personale al progredire dell’età di fronte a tutte le crisi interne e le crisi esterne….dietro l’angolo!

Consapevolezza di sé e autosservazione: uno sguardo dall’alto per radicare la relazione al presente!

“ Ogni cambiamento dei nostri stati mentali è riflesso nel respiro e poi nel corpo. Tale fenomeno funziona anche all’inverso, cambiando gli schemi di respirazione viene modificato anche lo stato emotivo” (Deepak Chopra)

In questo primo spazio dedicato a te e alla relazione con il tuo vero sé abbiamo attraversato la filosofia esistenziale, l’ affermazione individuale, i cicli di vita….in sottofondo sempre presente il filo rosso della consapevolezza!

Ti propongo una definizione, una delle tante, sicuramente contiene alcune parole chiave su cui ti invito a riflettere…le parole e i loro significati sono assolutamente unici per ciascuno di noi, posso essere macigni che ostacolano il nostro percorso di vita o ali di farfalle per spiccare il volo verso la realizzazione delle nostre mete.

“Osservandoti nella vita quotidiana con attento interesse, con l’intenzione di capire piuttosto che giudicare, nell’accettazione completa di qualunque cosa possa emergere, per il solo fatto che è lì tu dai modo a ciò che è profondo di venire in superficie e di arricchire la tua vita e la tua coscienza con le sue energie imprigionate. Questo è il grande lavoro della consapevolezza: rimuove gli ostacoli e libera le energie tramite la comprensione della natura della vita e della mente. L’intelligenza è la porta della libertà e l’attenzione cosciente è la madre dell’intelligenza” (Nisargadatta Maharaj).

Ecco che la consapevolezza apre la porta dell’autosservazione per ritrovare l’io trasparente che c’è in noi e illuminare la nostra coscienza. Ho iniziato a praticare con le tecniche del diario di bordo e del respiro consapevole questa pratica, l’ho portata nel quotidiano come sana abitudine per sviluppare sempre maggiore consapevolezza sui miei schemi mentali, per conoscere le mie maschere, per trasformare i copioni di vita, per scegliere chi voglio e posso essere, per mobilitare ed organizzare le risorse verso i miei nuovi obiettivi, per allineare conscio e inconscio e vivere appieno con tutti i sensi l’esperienza del momento presente, unico momento relazionale vero e generatore di vitalità!

Invito tutti ad instaurare un dialogo onesto e sincero prima di tutti con se stessi, un ascolto attivo non giudicante che permetta di agire l’intenzione più profonda evitando reazioni impulsive. E se reagiamo in preda agli impulsi emotivi, osserviamo e impariamo dal feedback, non ci colpevolizziamo, il valore dell’esperienza è il nuovo apprendimento per un miglioramento continuo evolutivo.

Accendere la telecamera esterna dell’autosservatore permette di osservarsi dall’esterno in un dialogo onesto e trasparente con se stessi per migliorare la qualità delle relazioni. All’inizio ci si sente sdoppiati, la mente come sappiamo ‘mente’, sconnessa dal corpo tende a riportarci nel passato e nel futuro, siamo forse più efficienti ma sicuramente meno efficaci. Con il tempo e l’allenamento è garantito il risultato. Il potere dell’autosservazione per trasformare comportamenti improduttivi è una scoperta continua… provare per credere.

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