Relazioni adulte per transazioni sostenibili

La consapevolezza delle nostre azioni nelle relazioni con gli altri ha molti spazi di miglioramento, ti invito a riflettere su alcune aree che vedo ricorrenti.

A.A.A. cercasi intelligenza e sensibilità sociale

Laura Torretta

Laura Torretta, Counselor Organizzativo ad indirizzo Sistemico Relazionale

In questo mondo affannato e disorientato, in crisi e sempre di fretta sei riuscito a trovare uno spazio di silenzio e cura per te?
Sono emerse riflessioni sulla tua intelligenza intrapersonale e sulla tua sostenibilità personale al trascorrere del tempo?
Cosa hai elaborato rispetto al tema della prima tappa: La relazione con il tuo vero sé?
Sei riuscito ad incontrarlo volgendo lo sguardo all’interno con occhi nuovi, respirando e riconnettendo con maggiore consapevolezza il tuo benessere fisico, emotivo, mentale e spirituale?
Hai osato sperimentare il risveglio dell’auto-osservatore cosciente in te? presente e attento a quello che fai, a cosa dici e a come sei?

Quante domande…a ognuno la propria risposta, diversa e unica perché tu sei unico. Se sei ancora qui, con me, forse sei in cammino, curioso di aggiungere stimoli di trasformazione nei sistemi che abiti e nelle relazioni che vivi.

Life Skill e Virtù della Buona Vita

Ci sono alcuni ‘saperi’ che hanno aperto in me nuove direzioni di vita e parafrasando Dante “nel mezzo del cammin di nostra vita; mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita”. .. ed ero ben oltre gli anta. Vorrei portare ora la tua attenzione sul tema del titolo, su queste abilità di ‘saper essere’ e ‘saper diventare’ intuite da filosofi e antropologi nei secoli e validate da ricerche scientifiche più recenti…lasciando sempre ai posteri “l’ardua pratica”.

L’OMS, cioè l’Organizzazione Mondiale della Sanità, promuove la prevenzione della Salute con l’adozione di stili di vitache garantiscano un buon livello qualitativo, che permettano lo sviluppo del potenziale della persona, che abilitino a fronteggiare le sfide quotidiane. Già nel lontano 1993 identifica dieci ‘abilità di base per vivere’: Decision making, Problem solving, Creative thinking, Critical thinking, Effective Communication, Interpersonal Relationship Skills, Self-awareness, Empathy, Coping with Emotions, Coping with Stress.

Intende “tutte quelle abilità e competenze” che è necessario apprendere per mettersi in relazione con gli altrie per affrontare i problemi, le pressioni e gli stress della vita quotidiana. Aggiunge che la mancanza di tali abilità relazionali socio-emotive potrebbe essere la causa, in particolare nei giovani, dell’insorgere di comportamenti a rischio. Chiede di introdurre specifici programmi nelle scuole e in tutti i luoghi deputati all’apprendimento.

La scuola, quindi, avrebbe dovuto consentire ai ragazzi di “sperimentare le tre dimensioni dell’educazione: etico-culturale, scientifico-tecnologica, economico-sociale”. Queste tre aree di apprendimento racchiudono “le dimensioni della persona (aspetto teoretico, scientifico, etico, religioso, estetico, espressivo), del cittadino (aspetto relazionale, comunicativo, sociale, civico, politico, organizzativo) e del lavoratore (aspetto progettuale, operativo, produttivo, economico)”.

Arduo compito per questo sistema inteso come ‘palestra di vita’. Interessante elenco di ‘desiderata’ rimasti troppo spesso ‘una dichiarazione di intenti’. Sono seguiti diversi tentativi di diffusione e integrazione di questi stimoli nei programmi scolastici ed educativi. Molti di questi valori si sono persi e di-spersi. Ancora oggi per la maggior parte dei nostri giovani sono frutto dell’iniziativa personale e non sono appresi all’interno dei sistemi deputati. Certo una lunga gestazione oltre un quarto di secolo e ancora in fieri!
Ma il circolo è vizioso, i giovani di allora sono gli adulti di oggi, siamo noi: genitori, docenti, manager comunque responsabili di far crescere e sviluppare altri giovani. Chi è pronto scagli la prima pietra, le derive sociali sono sotto gli occhi di tutti. Sono una forte sostenitrice dello sviluppo formativo di queste abilità trasversali attraverso tutte le generazioni: tutti insieme al Master in ‘Life Skills’. Non c’è più tempo, ci sono milioni di adulti in ogni sistema sociale che devono fare i conti con l’analfabetismo emozionale e socialeper poter contribuire ad una evoluzione relazionale sostenibile.

Ben-essere Sociale oltre il Sapere e il Saper Fare

Perciò anche se hai raggiunto un equilibrio interiore perfetto con te stesso, a meno che tu non viva su un’isola deserta o che te la racconti o che interagisci solo con flora e fauna… ogni momento della giornata hai occasione di sperimentare le tue abilità sociali attivando connessioni relazionali con altri esseri umani (rifletti: ‘essere umano’ non ‘fare umano’). Sempre l’OMS, nel 2010, ha individuato lo stato di benessere sociale come una delle cinque dimensioni olistiche del nostro benessere, ciascuna contribuisce a sviluppare il nostro potenziale nella società. La consapevolezza delle nostre azioni nelle relazioni con gli altri ha molti spazi di miglioramento, passiamo molto tempo a interpretare i comportamenti altrui invece di aprirci all’ascolto non giudicante o prevenuto dell’altro, re-agiamo spesso sull’onda della difensiva o dell’attacco sentendoci in pericolo, ci lamentiamo vittime sacrificali di un qualche tiranno alla ricerca di colpe e responsabilità fuori da noi. Alla fine siamo tesi e stressati, compromettiamo la nostra efficacia sprecando moltissima energia per recuperare terreno.

Osservo da sempre le relazioni, in tutti i sistemi e in tutte le direzioni per passione e genuina curiosità. Lo facevo prima di diventare un counselor sistemico relazionale (CSR) in modo più istintivo e da uno spazio di maggiore coinvolgimento, ora porto specifiche competenze professionali e un nuovo sguardo neutro teso ad agevolare un’ecologia sostenibile delle relazioni. Sinceramente vedo poche relazioni stabili equilibrate tra persone adulte anagraficamente e adulte socialmente; scarseggia il rispetto, l’assertività, l’empatia, l’ordine e la parità negli scambi comunicativi. Sull’onda della frenesia del fare della vita moderna e del multitasking perdiamo spesso il con-tatto con gli altri esseri umani(oltre che con noi stessi). La Neocortex, la parte del cervello più evoluta, dovrebbe accompagnarci ad apprendimenti continui grazie alla elaborazione consapevole di feedback esperienziali, dovremmo scegliere di agire verso ciò che è utile e giusto ma spesso l’ego instaura una lotta di potere, diventa una questione ‘ di vita o di morte’, l’istinto di sopravvivenza ha la meglio. E ci imprigioniamo nelle mappe dello ‘status quo’. Questo non significa che non devono esserci conflitti relazionali, anzi!
Ha molto senso aprirsi a nuove conoscenze e sperimentare con l’altro e con gli altri nuove direzioni di senso, i conflitti si possono risolvere creativamente in modo evolutivo e virtuosocon un dialogo aperto e onesto ‘win win’. Come afferma F.Varela ( biologo, filosofo, neuroscienziato, epistemologo cileno 1946-2001) : “chi apprende ridisegna il proprio punto di vista e le proprie relazioni

Intelligenza e Sensibilità sociale: lo sai che? Provare per credere.

In questo movimento di apertura sociale in ogni spazio relazionale (intimo, privato, professionale, pubblico…con genitori, compagni, figli, amici, capi, colleghi, collaboratori, clienti, fornitori…) ti invito a riflettere (ognuno per sé!) su alcune aree che vedo ricorrentiall’interno dei percorsi di Counseling che accompagno.

Pragmatica della Comunicazione: lo sai che la mappa non è il territorio?
Al trascorrere del tempo creiamo le nostre mappe di pensiero e creiamo la nostra realtà percepita. Come tutte le mappe sono limitate, rappresentano solo alcune strade possibili rispetto ai più vasti territori della conoscenza, spesso non ci preoccupiamo di aggiornarle con le nuove esperienze. In più è stato dimostrato che comunichiamo per il 93% in modalità non verbale, inconsapevole!

La sintonizzazione dei canali: di che frequenza sei? Uditivo, Visivo, Cinestetico?
Il processo di comunicazione accade prevalentemente attraverso i cinque sensi e ciascuno di noi ne predilige uno. Esiste una “Acutezza Sensoriale” su tre principali canali (visivo, uditivo, cinestetico) con una sequenza sensoriale specifica definita nel tempo ma non immutabile. Su queste frequenze ognuno adotta parole, gesti e tonalità diverse per esprimere uno stesso concetto.

L’ascolto attivo: oltre l’udito e il giudizio
Udire è un’azione meramente fisica mentre ascoltare è un atto emozionale, ascoltare attivamente presuppone un reale interesse per com-prendere quello che l’altro ci vuole comunicare nella rel-azione. E’ una abilità vitale per seminare terreni comuni in una società così complessa.

Empatia: tra simpatia e antipatia!
L’empatia è una risorsa relazionale che permette di sviluppare l’arte sociale mantenendo una propria chiara individualità. Quanto più siamo esperti delle nostre emozioni tanto più saremo in grado di accogliere con genuino interesse quelle degli altri. Permette di sintonizzarci con gli altri senza schierarci tra gli estremi del rifiuto o dell’accettazione incondizionata.

Confini: incontrarsi alla giusta distanza!
Nelle relazioni è bene tenersi alla giusta distanza: giusta per scaldarsi e non bruciarsi. Esiste una interessante teoria (La prossemica di E.T.Hall) che correla relazioni fisiche nello spazio e reazioni emozionali. Ci sono quattro zone, definite “distanze”, che permettono di sentirci più o meno a nostro agio gestendo un diverso livello affettivo. E’ utile sperimentarle per sviluppare maggiore consapevolezza corporea sulla nostra tendenza a invadere gli altri o farci invadere dagli altri.

Assertività: tra sottomissione e comando!
Dal latino “asserire cioè affermazione di sé”. E’ una caratteristica del comportamento umano che permette di esprimere in modo chiaro ed efficace le proprie opinioni e emozioni in qualunque contesto e con chiunque senza offendere, aggredire, rinunciare, sentirsi in soggezione o giudicati. Con l’assertività esprimiamo i nostri punti di vista, facciamo valere i nostri diritti, ci rispettiamo e rispettiamo gli altri. Sappiamo dire di no senza sentici in colpa, ammettiamo i nostri sbagli e critichiamo in modo costruttivo. La collaborazione può avvenire solo da questa prospettiva di adultità con azioni reciproche efficaci (‘vinci-o-vinci’).

Le domande sistemiche: apro e rifletto insieme, sto nella relazione
Per co-creare una relazione efficace che ci permette di restare nel nostro centro aprendoci al centro dell’altro, sono utili nel dialogo le domande poste con neutralità e genuina curiosità: facilitano il rispecchiamento. Le domande dirette chiuse bloccano la comunicazione. Le domande aperte, circolari e riflessive favoriscono in contatto, sono quelle che cercano di comprendere le emozioni nascoste dell’altro (mi sembra che..?); che riassumono le cose dette (ho capito bene? Hai detto che…?); che esplorano per chiarire il contesto (cosa intendi dire? Mi spieghi meglio? ).

Concludo con alcune osservazioni: siamo sempre parte del problema relazionale, non possiamo cambiare gli altri ma possiamo cambiare noi, se noi modifichiamo qualcosa il sistema ne viene influenzato. Nelle situazioni di stallo ti invito a dare esempio di assertività, assumi responsabilità per agire consapevolmente nel sistema (stare bene insieme per un obiettivo comune!).

Ti auguro di metterti alla prova: includendo la diversità, superando i tuoi stereotipi, accogliendo nuove prospettive e punti di vista che ti infastidiscono perché minano le tue certezze, elaborando le tue convinzioni e credenze, scrivendo nuovi copioni di vita più efficaci per le tue relazioni.

Ci ritroviamo a fine agosto per salpare verso la terza tappa alla ricerca di una nuova dimensione, la relazione con il Lavoro. Cosa di meglio di ‘so-stare fuori dal Lavoro’ per qualche settimana?

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: