Finding work: Orienta sostiene la mobilità professionale

L’idea è creare un network tra le aziende che richiedono (e non trovano) figure professionali al Nord e i giovani del Sud che cercano lavoro.

career_orientaIl lavoro come opportunità di incontro, cambiamento e mobilità: affermazione vera in passato e particolarmente valida oggi, nell’epoca del lavoro senza confini e della mobilità professionale, in cui l’occupazione si cerca e si trova spesso molto lontano da casa. Consapevole di questa nuova realtà Orienta – una delle principali agenzie per il lavoro italiane – ha avviato il progetto “Nord chiama Sud – Il lavoro si mobilita“, con l’obiettivo di far incontrare le aziende del Nord Italia che offrono lavoro con i giovani disoccupati nel Sud Italia disponibili a muoversi. Le imprese che lamentano carenza di manodopera e professionalità disponibili sul mercato del lavoro sono concentrate soprattutto nelle regioni del Nord: solo a Cuneo, per esempio, nel 2017 le aziende hanno evidenziato la necessità di assumere circa 40 mila nuovi lavoratori, difficili da trovare nel mercato del lavoro locale. Per contro, i tassi maggiori di disoccupazione sono concentrati soprattutto nelle regioni del Sud, dove ci sono territori in cui la disoccupazione giovanile sfiora il 60%.

In risposta a queste esigenze, l’iniziativa “Nord chiama Sud” creerà un unico network del lavoro nazionale; la prima sperimentazione è partita in Emilia Romagna, ma a breve il progetto si estenderà a tutte le altre regioni e sarà supportato da un servizio di facilitazione del percorso di ingresso dei candidati all’interno delle aziende. L’obiettivo è coinvolgere entro il 2019 circa 1.000 ragazzi.

La mobilità è uno degli aspetti che più caratterizza il moderno mercato del lavoro” ha spiegato Giuseppe Biazzo, Amministratore Delegato di Orienta. “La disponibilità a muoversi, quindi, è uno dei fattori chiave per trovare lavoro. Il moderno concetto di mobilità professionale è parte qualificante della mentalità di moltissimi nostri giovani, che sono sempre di più abituati a studiare, fare esperienze e trovare lavoro in città e Paesi diversi, con la possibilità, poi, di ritornare nella terra di origine. I ragazzi della generazione Z sono davvero ‘figli del mondo‘. In questo nuovo contesto si colloca il progetto ‘Nord chiama Sud’, con l’intento di facilitare il processo di mobilità professionale“.

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