Formazione per l’integrazione

Solo il 4,3% dei migranti ha frequentato corsi di formazione, ma per l’85% degli imprenditori la formazione è lo strumento principale di integrazione e di assunzione.

Immigrazione e strategie di integrazione effettiva di migranti e stranieri: è la formazione, secondo l’85% degli imprenditori italiani, lo strumento più importante ed efficace per gestire positivamente il fenomeno che tanto sta facendo discutere nel nostro Paese.integrazioneQuesto è quanto emerge da una serie di ricerche svolte dall’Osservatorio ExpoTraining con l’obiettivo di comprendere le potenzialità e il ruolo delle aziende e della formazione nei processi di integrazione. I risultati sono particolarmente interessanti: su un panel di 500 imprenditori, sindacalisti ed esperti di formazione (rilevazione metodo CAWI luglio 2018 a risposta multipla), il 76% si dice disponibile ad assumere lavoratori stranieri dopo un corso di formazione specifico, e il 53% ritiene che la formazione, oltre che per le finalità dell’impiego, debba aiutare a conoscere meglio la lingua e la cultura italiana. Tuttavia, attualmente in Italia solo il 4,3% dei migranti ha frequentato un corso di formazione, a fronte di una media europea del 13% (dati Eurostat).

Certamente una politica nazionale di governo dell’immigrazione è necessaria, ma in pochi si sono domandati come integrare coloro che in Italia già ci sono, e regolarmente” ha dichiarato Carlo Barberis, Presidente di ExpoTraining. “Come appare evidente, lo strumento davvero essenziale non può che essere la formazione, che in Italia funziona pochissimo per gli stranieri. Eppure fare formazione costa meno che costruire centri di accoglienza, dare assistenza, trovare alloggi, e restituisce dignità a queste persone, che potranno integrarsi meglio e più velocemente. Invito quindi il ministro Salvini ad aprire un confronto con imprese e sindacati che possa puntare sulla formazione come strumento di integrazione effettiva“.

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