Relazionarsi con gli altri in maniera efficace, costruttiva e socialmente compatibile. La storia di Anneliese

L'intelligenza sociale sembra una trovata degli psicologi. In realtà si tratta di un modo di vivere che può essere osservato nel naturale manifestarsi di persone che non conoscono nemmeno i postulati scientifici che descrivono quel comportamento.

Vittorio Tripeni, Psicologo del lavoro e delle organizzazioni

Durante un soggiorno in Val Poschiavo, in quella parte della Svizzera dei Grigioni ove è ancora possibile stare in contatto profondo con la natura e la gente, ho potuto osservare una persona (siamo molto amici) che, in fatto di intelligenza sociale, è un talento naturale.

Intelligenza sociale

La signora economizza le risorse idriche ed energetiche di cui dispone. Preferisce fare una rapida doccia al posto del bagno, chiude l’acqua del rubinetto quando si lava i denti o le mani, è riuscita addirittura a fare installare dei riduttori di flusso per limitare il consumo; ha infilato nella cassetta dello scarico una bottiglia piena di sabbia, così può risparmiare un litro di acqua ad ogni rilascio. Mette in funzione la lavatrice e la lavapiatti soltanto quanto sono a pieno carico, oppure quando è il caso, utilizza il programma. Sbrina il frigo periodicamente per evitare un consumo maggiore; usa gli apparecchi elettrici solo per il tempo necessario, misura con pignoleria la temperatura delle sue stanze, utilizza lampade a basso consumo. Utilizza al massimo la luce naturale; le sue attività di solito passano vicino la finestra della cucina, del soggiorno (quando ricama); sogna una casa costruita secondo i canoni del “naturale”, con materiali e sistemi di illuminazione e riscaldamento che rispettino l’ambiente circostante.

Seleziona con meticolosità gli scarti degli usi domestici (piccoli imballaggi, bottiglie di plastica, vetro, carta, metalli vari) tenendo conto dei suggerimenti dati dalla pubblica amministrazione e, se la raccolta diversificata non ha un deposito proprio vicino alla sua casa, prende le sue raccolte e le trasporta nella “discarica” più vicina. Sta molto attenta anche a tenere da parte i resti dei prodotti chimici che usa per il suo bricolage e l’olio utilizzato per le sue ottime fritture. Mi ha riferito che un litro di olio può ricoprire una superfici d’acqua di circa mille metri quadrati, impedendo la ossigenazione della flora e della fauna del lago. Porta nel contenitore della farmacia i medicinali inutilizzati e quelli scaduti.

E’ stata molto scrupolosa a garantire una ottima qualità acustica nel suo appartamento, non desidera disturbare i vicini. Ha posto i feltrini sotto le sedie e le poltrone provvedendo anche a porre dei tappetini antivibrazioni sotto gli elettrodomestici. In quella casa si può parlare tranquillamente a voce bassa anche quando c’è un disco che sta suonando.

Una volta mi è capitato di accompagnarla a fare la spesa lasciandomi portare il la sua sporta di vimini che usa d’abitudine. Evita la plastica e soprattutto non ama l’accumulo di sacchetti. Sceglie con cura i prodotti, leggendo attentamente le etichette, acquista solamente prodotti biologici o biodinamici; mi dice che il maggior costo lo sente come un ottimo investimento per la sua salute e quella della sua famiglia. Sta molto attenta alla qualità del cibo ed evita di acquistare prodotti freschi che non siano stati coltivati nella sua zona.

Ha piantato dei nuovi alberi nel suo giardino, due peri e un ciliegio che fanno compagnia alle altre piante ed arbusti da frutto; dice che così potrà contribuire anche lei alla lotta contro l’effetto serra e, del tutto inconsapevolmente, perpetua una abitudine dei contadini di un tempo, che piantavano nuovi alberi anche se non ne avrebbero mai visto i frutti. Lo facevano pensando alle generazione future, semplicemente perché i loro genitori, i loro nonni e tutti quelli che li avevano preceduti avevano fatto lo stesso. Quando innaffia il giardino preferisce farlo la sera quando la evaporazione dell’acqua è ridotta; spiegandomi con una certa enfasi che in questo modo riesce ad economizzarne in media circa il 50%, ottenendo gli stessi risultati. Utilizza tutta una serie di piccoli trucchi: il rilascio goccia a goccia, il recupero delle acque piovane; mantiene sotto le piante e le siepi uno strato di erba secca oppure una pacciamatura di frammenti di legno, per mantenere l’umidità al suolo. Utilizza esclusivamente prodotti naturali per la manutenzione del terreno. Il concime è fornito dal “cumulo biodinamico” un ingegnoso sistema che permette di compostare i rifiuti umidi della casa e le parti verdi che durante la manutenzione del giardino vengono rimosse. Evita di utilizzare pesticidi o concimi inorganici perché sono dannosi per la salute e allo stesso tempo contribuiscono all’inquinamento della falda acquifera. Per combattere i parassiti utilizza delle piante odorose che li allontanano, cipolla, aglio, basilico, ed altre essenze aromatiche. Ma anche frammenti di sigarette, con le quali prepara un’acqua speciale da spargere sulle foglie, oppure la cenere del suo camino.

Uno stile per l’organizzazione

Qualcuno potrebbe giudicare troppo unilateralmente la mia amica. I più frettolosi penserebbero a una simpatica ingenua signora piena di tic o di manie, amante della natura e tutta immersa in una atmosfera new age. Si tratta invece di una persona di sessantaquattro anni, dirigente affermata di un autorevole studio professionale, donna di nerbo e notevole esperienza. I suoi collaboratori, rispettosi delle sue qualità, talvolta la (con il tacito assenso dell’interessata) la prendono bonariamente e con rispetto un po’ in giro per queste sue abitudini; alcune volte mi sono unito a loro con molto affetto. Tuttavia provo un grande senso di meraviglia e ammirazione perché è un fenomeno naturale.

Il suo stile impronta anche l’organizzazione della sua attività professionale. Ad esempio, lo si percepisce anche da particolari a tutta prima superflui, la carta utilizzata per una stampa che non è più necessaria, viene recuperata come fogli per appunti, oppure per stampe da impiegare nel lavoro di routine. Allo stesso tempo, vige (è un imperativo) la raccolta differenziata per i rifiuti dell’ufficio che vengono così distribuiti secondo la natura: carta, cartucce per le stampanti, contenitori di cartone, ecc. Non manca l’attenzione al consumo superfluo della energia elettrica perché, lei dice, gli uffici sono i luoghi dove è più facile sprecare energia. Quindi, utilizzo intelligente e funzionale della luce del giorno, con le scrivanie poste strategicamente vicino alle grandi finestre delle stanze.

Spesso, quando non vi sono impegni particolari, lei raggiunge il lavoro sulla sua autovettura, passando a raccogliere i collaboratori ad un’ora stabilita perché ognuno condivide l’impegno di evitare inutili sprechi e soprattutto di contribuire a diminuire i danni dovuti al traffico automobilistico.

Dulcis in fundo, ciascuno dei professionisti e praticanti dell’ufficio, sono chiamati a rispettare alcune elementari regole che essi stessi hanno stabilito e che rappresentano un riferimento di vita comunitaria e di deontologia professionale. In ciascuna stanza esse stanno in bella vista sulla parete di fronte al tavolo di lavoro. Grazie ad Anneliese, che ha saputo federare l’impegno dei suoi collaboratori che, con il loro pieno coinvolgimento, costituiscono gli organi vitali (di pensiero, sentimento e azione) di una organizzazione aziendale ammirevole.

E, a proposito di intelligenza sociale, voglio ripeterlo, la signora è un talento naturale. Una persona da imitare.

COMMENTI

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    Fiorisa Lentisco 1 mese fa

    caro Vittorio, condivido in pieno le iniziative della tua amica Anneliese e ho condiviso il tuo post anche in Fb, dedicandolo a una mia amica e ex collega degli anni di lavoro nella biblioteca Istat che è, anch’essa, una virtuosa dell’ecologia.
    Un caro saluto
    Fiorisa

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