Famiglia e lavoro, nuove normative dall’UE

Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva le nuove norme relative al congedo parentale: i padri avranno almeno 10 giorni lavorativi di congedo paternità retribuito, mentre il congedo parentale retribuito e garantito sarà di almeno due mesi.

Parlamento_europeo_famiglia_lavoroGiovedì 4 aprile il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza e in via definitiva le nuove misure volte a tutelare e promuovere la conciliazione tra vita familiare e lavoro. Una volta pubblicata in Gazzetta ufficiale, la direttiva entrerà in vigore dopo venti giorni, e gli Stati membri avranno tre anni di tempo per rendere esecutive le norme.

Sono stati così stabiliti i requisiti minimi che l’UE dovrà garantire con l’obiettivo di aumentare le opportunità delle donne nel mercato del lavoro e rafforzare il ruolo del padre o di un secondo genitore nella famiglia, rispecchiando più accuratamente i cambiamenti sociali e promuovendo la parità di genere.

Tra gli aspetti considerati dalla normativa troviamo innanzitutto il congedo di paternità, parentale e di assistenza: il padre o il secondo genitore, se riconosciuto dalla legislazione nazionale, avrà diritto ad almeno 10 giorni lavorativi di congedo di paternità retribuito nei giorni vicini alla nascita o al parto del feto morto. Tale congedo dovrà essere pagato a un livello non inferiore all’indennità di malattia. Attualmente in Italia la durata del congedo obbligatorio per il padre è di 5 giorni, più un giorno facoltativo previo accordo con la madre e in sua sostituzione. Sono stati inoltre aggiunti due mesi di congedo parentale non trasferibile e retribuito. Questo congedo sarà un diritto individuale, in modo da creare le condizioni adeguate per una distribuzione più equilibrata delle responsabilità. Gli Stati membri fisseranno un livello adeguato di retribuzione, o indennità, per il periodo minimo non trasferibile di congedo parentale, tenendo conto del fatto che questo spesso comporta una perdita di reddito per la famiglia e che anche il familiare più retribuito (spesso un uomo) dovrebbe potersi avvalere di tale diritto. Gli Stati membri devono inoltre offrire 5 giorni all’anno di congedo per i lavoratori che prestano assistenza personale a un parente o a una persona che vive nella stessa famiglia a causa di un grave motivo medico o infermità connesse all’età.

Per quanto riguarda invece il lavoro flessibile, i genitori e i prestatori di assistenza che lavorano potranno richiedere modalità di lavoro adattabili, ove possibile, ricorrendo al lavoro a distanza o ad orari flessibili per svolgere le loro mansioni. Nell’esaminare tali richieste, i datori di lavoro potranno tener conto non solo delle proprie risorse, ma anche delle esigenze specifiche di un genitore di figli con disabilità o con malattie di lunga durata, e dei genitori soli.

La famiglia si difende con i fatti, non con le guerre ideologiche. Per questo sono molto soddisfatta del voto di oggi al Parlamento europeo con cui abbiamo approvato in via definitiva le nuove norme sul congedo parentale” ha dichiarato Patrizia Toia, capodelegazione degli eurodeputati Pd. “La normativa approvata in Parlamento stabilisce per tutti gli Stati membri dei requisiti minimi per permettere di conciliare vita familiare e vita lavorativa, e per aumentare le opportunità delle donne nel mercato del lavoro. I padri avranno almeno 10 giorni lavorativi di congedo paternità retribuito, mentre il congedo parentale retribuito e garantito sarà di almeno due mesi. Per alcuni Stati membri si tratta di una rivoluzione e per l’UE è un passo in avanti importante verso l’Europa sociale che vogliamo“.

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