Luci e ombre dell’intelligent automation

Pianificazione, miglioramento delle performance, nuove competenze e talent retention: Capgemini fotografa in un recente studio sfide e conquiste del settore energy & utilities in materia di intelligent automation.

intelligent-automationIntelligenza artificiale e intelligent automation si diffondono, ma spesso i vantaggi connessi – come pianificazione e miglioramento delle performance – vengono sottovalutati: è il caso, per esempio, del settore energy & utilities, a cui il Capgemini Research Institute ha dedicato l’indagine Intelligent Automation in Energy and Utilities: the next digital wave, intervistando 529 dirigenti in posizioni manageriali o superiori a livello globale.

Il report sottolinea che, rispetto ad altri settori industriali, il comparto dell’energia sta già traendo un forte vantaggio dall’automazione in termini di maggiore efficienza operativa e crescita dei profitti; l’automazione e l’IA avranno un ruolo chiave anche nell’aiutare queste aziende a raggiungere gli obiettivi prefissati in materia di cambiamenti climatici e a soddisfare la crescente domanda di fonti di energia pulita, economica e affidabile. Dallo studio emerge inoltre che il 32% degli intervistati ha notato un aumento della produttività del personale, mentre il 40% ha dichiarato di aver registrato un aumento della qualità delle operation.

Tuttavia, se da un lato l’adozione complessiva dell’IA è cresciuta in tutto il settore, dall’altro solo una piccola minoranza di dirigenti (15%) ha dichiarato che la propria azienda si è impegnata nell’implementazione di numerosi casi d’uso di intelligent automation su scala. Per gli intervistati, le sfide legate al business rappresentano delle barriere alla scalabilità dei progetti, e includono la mancanza di coordinamento tra le diverse business unit (37%), la mancanza di impegno da parte del management (35%) e una reticenza a livello aziendale a sperimentare tecnologie che potrebbero sostituire i lavoratori (34%). Per molti manager anche la carenza di competenze rappresenta un’ulteriore sfida all’implementazione dell’intelligent automation. La maggioranza (55%) ha citato la mancanza di talenti qualificati nelle tecnologie per l’automazione, mentre il 47% afferma che vengono fatti pochi sforzi per incrementare le competenze dei dipendenti. Inoltre, il 42% degli intervistati ha sottolineato la difficoltà di trattenere i lavoratori che presentano le giuste skill, mentre il 41% ha evidenziato la riluttanza dei dipendenti ad apprendere nuove competenze.

Il settore energy & utilities sta iniziando a comprendere i veri benefici che l’intelligent automation è in grado di apportare per migliorare l’efficienza aziendale e i ricavi” ha commentato Andrea Falleni, Managing Director di Capgemini Business Unit Italy. “Adesso l’attenzione deve spostarsi sui fattori che consentono la scalabilità di più casi d’uso, come investimenti in talenti specializzati, un coordinamento più integrato tra le unità di business e un maggiore impegno da parte del management. Dopo aver assaporato i benefici dell’automazione, le aziende del settore energy & utilities devono ora raddoppiare i propri investimenti per poter godere di tutti i benefici apportati da questa tecnologia“.

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