HR e digitalizzazione: l’obiettivo è migliorare l’employee experience

L’84% dei CHRO (Chief Human Resources Officer) italiani considera i professionisti di talento una priorità, ma solo il 9% attua realmente delle politiche digitali per trattenere i migliori.

Si parla spesso della necessità che accomuna ormai la maggior parte delle aziende di migliorare la digital experience dei clienti, per rispondere alle loro aspettative e restare competitive sul mercato. Ma esiste – e quanto è diffusa – un’analoga attenzione per l’employee experience?

Anche le aspettative dei dipendenti, infatti, sono cambiate con la digital transformation: quello che oggi si aspettano è di ritrovare nel proprio luogo di lavoro gli stessi standard di semplicità, rapidità e convenienza che caratterizzano la vita di tutti i giorni. Offrire un’employee experience eccellente grazie a tecnologie innovative è quindi il modo più efficace per trattenere i migliori talenti all’interno del teamCHRO_talent_management aziendale: questo è quanto emerge da un recente studio commissionato da ServiceNow e condotto da Oxford Economics, intitolato “The New CHRO Agenda. Employee Experience Drives Business Value”.

La ricerca – che ha coinvolto 500 responsabili HR in 12 Paesi e 20 mercati differenti, e che comprende una roadmap per la digital transformation dell’employee experience – ha rilevato come il miglioramento dell’esperienza dei dipendenti attraverso l’utilizzo di tecnologie personalizzate, predittive e continue sia al centro della trasformazione digitale. Il futuro è chiaro: più della metà (56%) dei responsabili HR intervistati afferma che l’abilità di creare un’esperienza dipendente digitale e consumer sarà sempre più importante nei prossimi tre anni, mentre solo il 6% continua a credere che si dovrà occupare di attività HR tradizionali.

I talenti migliori si aspettano un’esperienza digitale positiva sul luogo di lavoro” ha spiegato Rodolfo Falcone, AVP Mediterranean ServiceNow. “I più bravi possono lavorare ovunque, e per questo scelgono quelle aziende che adottano tecnologie avanzate, capaci di rendere il lavoro più semplice e veloce. Ci troviamo in un momento di svolta e i responsabili delle Risorse Umane stanno creando nuove esperienze per i dipendenti. Avere un bell’ufficio e dei benefit non è più sufficiente, i dipendenti vogliono un’esperienza digitale che permetta loro di lavorare meglio”.

La ricerca mostra inoltre come le aziende statunitensi stiano attuando una trasformazione digitale più veloce rispetto a quelle europee e asiatiche: un terzo (32%) dei responsabili HR negli Usa afferma che il proprio compito principale è rendere le Risorse Umane più digitali ed efficienti, mentre in Europa la percentuale è del 20% e in Asia del 15%. Il 38% del campione statunitense afferma anche di aver aumentato gli investimenti in tecnologia digitale, mentre in Asia la percentuale è del 21% e in Europa del 19%.

HR digital transformation: la situazione in Italia

Appurato che gli Usa guidano questo processo di trasformazione, concentriamoci ora sui dati relativi al nostro Paese. Per l’84% dei responsabili HR italiani – la percentuale più alta in Europa – il senior management considera i professionisti talentuosi come una priorità; sono anche tra i più sicuri (58%) quando si tratta di riconoscere di aver assunto la giusta forza lavoro per raggiungere i futuri obiettivi di business, soprattutto nei prossimi tre anni (96%). I CHRO (Chief Human Resources Officer) italiani, inoltre, si sentono maggiormente responsabili per quanto riguarda la guida delle performance di business (76% vs. 65% media europea, 66% nord America e 59% Asia). Tuttavia, nonostante l’importanza data ai professionisti, solo il 9% delle aziende campione attua davvero una digital transformation delle Risorse Umane e dell’esperienza del dipendente.

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