Il lavoro flessibile è un affare da trilioni di dollari

“Il lavoro flessibile costituisce un vantaggio per l’intera società: garantisce ai lavoratori tempo libero aggiuntivo, sviluppa l'economia promuovendo la creazione di posti di lavoro e incrementando la produttività".

regus_flessibilitàPiù flessibilità, più vantaggi per individui e società: secondo i calcoli riportati in The Added Value of Flexible Working – il primo studio socio-economico che analizza l’impatto dello smart working, commissionato da Regus a Development Economics – il lavoro flessibile risulta essere un meccanismo virtuoso per ogni sistema-Paese, ed entro il 2030 porterà un valore aggiunto lordo (VAL) all’economia pari a 10 trilioni di dollari.

Sempre entro tale data si stima che, nella maggior parte delle economie sviluppate, una percentuale di impieghi compresa tra l’8% e il 13% potrà beneficiare di pratiche di smart working, con una riduzione dei costi per le imprese e un incremento della produttività che innescheranno una reazione a catena virtuosa per l’intera economia globale.

Secondo lo studio, che ha preso in considerazione 16 Paesi in tutto il mondo, saranno Stati Uniti e Cina a beneficiare maggiormente degli effetti del lavoro flessibile – rispettivamente +109% VAL e +193% VAL; limitando il focus all’Europa, invece, spiccano i benefici per Germania, Gran Bretagna e Francia.infografica_regus_lavoro_flessibile

Il lavoro flessibile è uno strumento molto potente e non bisogna fare l’errore di pensare che a trarne beneficio siano solo le aziende o i singoli lavoratori, perché anche la società e l’economia nel loro complesso hanno da guadagnarci” ha commentato Mauro Mordini, Country Manager di Regus Italia. “Le aziende non devono lasciarsi sfuggire l’opportunità di entrare a far parte di questa rivoluzione dello spazio di lavoro. Tutto ciò passa anche dal mettere a disposizione dei dipendenti ambienti di lavoro flessibili”.

Oltre al valore aggiunto per ogni sistema-Paese, un’adozione su vasta scala dei principi del lavoro flessibile gioverebbe in maniera significativa anche alla vita dei singoli individui. L’analisi commissionata da Regus, infatti, stima in 3,53 miliardi le ore solitamente spese per recarsi sul posto di lavoro che verrebbero risparmiate nel mondo entro il 2030.

Il lavoro flessibile, come emerge dallo studio, costituisce un vantaggio per l’intera società: garantisce ai lavoratori tempo libero aggiuntivo, sviluppa l’economia promuovendo la creazione di posti di lavoro e incrementando la produttività” ha concluso Steve Lucas di Development Economics, autore del rapporto. “Queste proiezioni mostrano che il lavoro flessibile è una grande opportunità per l’economia globale, che aziende e individui non devono lasciarsi sfuggire”.

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