Più sorrisi, più produttività: oggi si celebra il World Smile Day

Ridere non fa solo “buon sangue”, ma permette di migliorare la propria quotidianità e ottenere maggiori risultati sul lavoro e nelle relazioni interpersonali.

world_smile_dayLa produttività e il benessere sul lavoro passano anche attraverso il sorriso: diversi team di studiosi hanno infatti dimostrato che a volte basta ridere e sorridere per migliorare la qualità della vita, la produttività e innescare sane relazioni sociali.

Secondo studi riportati dal Los Angeles Times e condotti dallo scienziato Lee Berk, ridere sviluppa la frequenza gamma nel cervello, che produce onde in grado di sincronizzare in maniera concreta l’attività neuronale e sostenere la memoria. Per celebrare questa insospettabile fonte di benefici, dal 1999 il primo venerdì di ottobre si celebra in tutto il mondo lo Smile Day.

Il sorriso rappresenta una porta aperta alla relazione e al benessere. Se nasce spontaneo, facilita la disponibilità interiore di chi sorride e quella dell’interlocutore che lo riceve. Se è di cortesia e formalismo non può avere lo stesso effetto” ha spiegato Marina Osnaghi, Master Certified Coach che utilizza spesso il sorriso nei propri corsi dedicati ai leader per potenziare capacità di resilienza e velocità di risoluzione delle soglie critiche di stress. “Il nostro corpo e il nostro cervello ricevono l’energia trasmessa attraverso un sorriso vero o intenzionale. Sorridere favorisce sensazioni di benessere. Passare poi dal sorriso alla risata permette un rilassamento fisico che stimola l’utilizzo della neo corteccia per ponderare soluzioni e uscire dalla reazione emotiva determinata dallo stress della situazione. Il sorriso spontaneo nasce più facilmente se si potenzia la propria capacità di organizzare la vita professionale e privata arrivando a sentirsi bene, vivendo situazioni in cui si possa operare un controllo sostenibile sulle cose, ottenendo un risultato di successo. Più si accresce la consapevolezza delle proprie capacità con il raggiungimento di risultati positivi, più si tende a sorridere”.

Una tesi dimostrata anche dagli studiosi della St. Edwards University di Austin (Texas) che, conducendo uno studio su 2.500 impiegati, hanno scoperto che l’81% si dichiara maggiormente produttivo se inserito in un contesto lavorativo dove regna il buonumore.

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