Sguardi dall’alto: tra “as is” e “to be” per relazioni di benessere in sistemi sostenibili

Si conclude il nostro percorso e ho deciso di regalarti un capitolo estratto dal mio libro Ricomincio da ME con il counseling. Proprio il settimo capitolo

Laura Torretta

Laura Torretta, Counselor Organizzativo ad indirizzo Sistemico Relazionale

Eccoci giunti alla fine di questo percorso, un appuntamento mensile che ci ha connessi per sette mesi. Mi hai dato la possibilità di guidarti attraverso sette appuntamenti di riflessione sui temi delle relazioni e dei sistemi che abitiamo. Ti ringrazio e ti sono grata dal profondo del cuore.

Il numero sette è un numero magico, simbolo di ricerca e scoperta, conoscenza ed intuizione per realizzare ‘prodigi’ nel quotidiano. Rappresenta il numero della perfezione ciclica e del miglioramento continuo, esprime la possibilità di portare alla luce talenti e doti nascoste per darne piena espressione.

Ti auguro di trovare forza e coraggio per darti il permesso e osare diventare il tuo vero sé, te lo auguro per il tuo benessere e per la tua sostenibilità personale e relazionale in tutti i sistemi che abiti.

Questo percorso è iniziato con l’intenzione di aiutarti a ritrovare il tuo vero centro, quello dal quale scopri il senso della vita e sviluppi i tuoi talenti, quello che ti radica nella tempesta degli accadimenti quotidiani, quello dal quale organizzi e mobiliti tutte le tue preziose risorse. Ritrovando questo spazio relazionale di adultità con te stesso e con gli altri puoi sentirti veramente degno di essere umano, assertivo verso chiunque e inclusivo verso ogni diversità.

Un ripasso può aiutare a ritrovare la strada del ritorno a casa, la casa interiore. Ti ripropongo la narrazione che ho scelto per te, scegli quello che ti risuona di più e se ha senso per te rileggi qualche passaggio e annota qualche parola che attira la tua attenzione. Questi ingredienti ti serviranno più avanti.

Un viaggio in sette tappe attraverso sistemi e relazioni
Relazioni adulte per transazioni sostenibili
La relazione con il lavoro metamorfosi in corso nella 4° rivoluzione industriale
Le relazioni organizzative un labirinto tra strategie processi persone
Relazione tra consapevolezza e valori agit: abilità di counseling per tutti
Aaa Cercasi manager liquido per relazioni 4.0

Nello scrivere questo ultimo passaggio ho riflettuto su cosa potevo aggiungere, su cosa potevo donarti e ho deciso di regalarti alcuni passaggi del mio libro, non ne ho i diritti così ho chiesto il permesso alla mia casa editrice, abbiamo concordato l’utilità di diffondere stimoli alla crescita personale, culturale, sociale e con questa intenzione ti dedico il seguente capitolo integralmente estratto…e ‘serendility’ ho realizzato che è il capitolo numero sette! Il numero delle tappe del viaggio, il numero della fine e del nuovo inizio.

Laura Torretta, Ricomincio da ME con il Counseling,  Aldenia

Capitolo 7: Tu dove sei e da dove ricominci?

“Nascere non basta. È per rinascere che siamo nati. Ogni giorno” (Pablo Neruda)

La vita in 5 capitoli: interessante aneddoto per arrivare fino in fondo!

Un racconto molto noto, che alcuni attribuiscono a Portia Nelson (Popolare cantautrice, attrice e scrittrice americana degli anni ’60), descrive il profondo significato del processo di cambiamento in 5 capitoli. Simboleggia i passaggi e le scelte talvolta sofferte che viviamo nell’intraprendere nuove direzioni. Il racconto individua cinque fasi ricorrenti che ti riporto di seguito. Di fronte ad una difficoltà possiamo provare un iniziale senso di impotenza, incapaci di trovare una via d’uscita.

Capitolo 1 Cammino lungo una strada, c’è una buca profonda sul marciapiede, ci casco dentro, mi sento perduto, non posso farci nulla, non è colpa mia, ci metto una vita per uscirne.
Capitolo 2 Cammino lungo la stessa strada, c’è una buca profonda sul marciapiede, fingo di non vederla, ci ricado dentro. Non posso credere di essere nello stesso posto! Non è colpa mia, ci vuole ancora molto tempo per uscirne.
Capitolo 3 Cammino lungo la stessa strada, c’è una buca profonda sul marciapiede, la vedo benissimo, ci casco dentro di nuovo, è un’abitudine! Ma i miei occhi sono aperti, so dove sono… e so di essere io la causa.
Capitolo 4 Cammino lungo la stessa strada, c’è una buca profonda sul marciapiede, ci giro intorno.
Capitolo 5 Cambio strada.

Il presupposto di questo racconto è che noi siamo la causa del problema (la buca) nella nostra vita (la strada), che ci cadiamo dentro per colpa delle abitudini (reiteriamo i comportamenti sbagliati), che se attiviamo le risorse per cambiare le abitudini (apro gli occhi) e la responsabilità (cambio strada cioè agisco diversamente) possiamo uscire dalla difficoltà. Così facendo rinunciamo all’opportunità di passare proprio da quella strada, crediamo che ci sarà di nuovo per sempre la buca, prefiguriamo che noi saremo sempre la causa di quel problema, ipotizziamo che nonostante tutto ci cadremo di nuovo dentro: è una soluzione finale un po’ drastica, sembra precludere l’integrazione e l’aggiornamento di altri fattori esterni ed interni. Non sono così sicura che l’unica strategia e direzione attuabile sia quella del capitolo 5. Il counseling apre il mondo dell’esplorazione e delle possibilità per trovare più opzioni di uscita da un problema. Devo proprio cambiare strada? Se non ci fosse un’altra strada per arrivare al mio centro? Se volessi restare in quella strada perché ci abito con altre persone care? Posso darmi il permesso di rimuovere la buca (il limite che mi sono creato) restando sul mio percorso di vita? Può essere che le mie risorse di resilienza mi portino a saltare oltre la buca? E se dopo quattro capitoli avessi riformulato un nuovo obiettivo e la buca fosse sparita?

Tu a che capitolo sei della tua autobiografia di cambiamento?

Io ho percorso molte strade e creato molte buche. Sono andata avanti, ma talvolta sono tornata indietro come i gamberi. Il grande insegnamento che ne ho tratto è quello di imparare dai miei errori per sviluppare nuove risorse. Le abilità di counseling e le costanti pratiche di consapevolezza mi hanno aiutato, e mi aiutano ogni giorno, a mantenere l’intenzione sulla prospettiva di centratura e benessere.

Soppesa la tua vita: sguardi dall’alto

Per chiarire le possibili indecisioni della vita può aiutare soppesare dove sei arrivato e darti merito per tutto quello che hai già fatto. Questa riflessone richiede un bel respiro, magari più di uno, e uno spazio di tranquillità. Qualunque momento dell’anno è propizio per fare bilanci, approfitta di questa lettura per aprire nuovi cicli e trasformare i buoni propositi in azioni.

Per citare Robertson Davies (dal libro “What every girl should know”): “Soppesate la vostra vita una volta l’anno. E se trovate che non pesa come dovrebbe, cambiate ciò che la squilibra. Nella maggior parte dei casi, scoprirete che la soluzione è nelle vostre mani”.

Riproduco integralmente l’esercizio ‘Sguardi dall’alto’ di Duccio Demetrio (parte del libro “Il gioco della vita”). L’obiettivo è quello di ottenere una visione globale della propria vita disegnando la propria autobiografia in miniatura attraverso la metafora della cartografia.

“Immaginate, ponendovi dinanzi a un foglio bianco piuttosto grande, di sorvolare dall’alto tutta la vostra autobiografia.[…] In altre parole, cercate di raffigurare la mappa della vostra vita anche usando le convenzioni simboliche usate in cartografia: strade principali, sentieri, boschi, gruppi di abitazioni, fiumi, corsi d’acqua, pianure, ponti, monti ma anche passaggi a livello, strade senza uscita, radure, isole, porti, ecc…[…] I ponti indicano passaggi, attraversamenti, superamenti; boschi e foreste nell’immaginario sono considerati ora luoghi inquietanti e pericolosi, ora luoghi magici e di incantamento; le isole rappresentano ora approdi e sicurezze, ora desiderio di fuga e riconquista del mare aperto”.
Ora è il tuo momento, respira profondamente e dai libero sfogo, senza limiti, alla tua creatività. Disegna i passaggi determinanti nella tua vita, rappresenta la mappa da cui vuoi ricominciare. Da qui esplorerai il territorio più ampio delle possibilità di cambiamento.

La margherita e i petali della verità: cicli chiusi e cicli aperti

Ricordi i cicli di vita di cui abbiamo parlato nel secondo capitolo? Sono sicuramente parte della tua cartografia. Chiudere i cicli, emotivamente ancora aperti, ci aiuta a non restare impigliati in energie di rimorso o di rimpianto. Se restiamo voltati indietro, difficilmente riusciremo a vedere davanti cosa ci prospetta il nostro destino. La margherita nel linguaggio dei fiori ha molti significati, mi piace proporti quello di “verità” e “purezza”. Ti propongo di affidare ai petali di questo fiore le narrazioni più significative della tua vita. Al trascorrere del tempo nelle diverse relazioni hai giocato ruoli ed identità che si sono sovrapposte e alternate. Prova a rimembrare i personaggi che hai portato in scena. Fai riaffiorare per ogni ciclo di vita i vezzeggiativi, i soprannomi, i nomignoli, gli epiteti che ti identificavano.

I petali rappresentano le tessere di un mosaico che puoi scomporre e ricomporre, con l’esperienza trasferiamo di petalo in petalo parti di noi, noi cambiamo e evolviamo, i petali cambiano. C’è sempre un filo sottile che ti fa riconoscere nella tua essenza: tu resti al centro ad accogliere tutte le tue storie.

Condivido la mia margherita, ho rappresentato vari personaggi con diverse sfumature nelle relazioni sociali, private e professionali… e quanti mi aspettano ancora!

Ti invito ora a disegnare il tuo centro e i tuoi petali. Fai spazio ai ricordi e ai tuoi personaggi narranti. Osserva se qualche petalo ti trattiene ancora. Da qui in poi puoi scegliere cosa portare con te e cosa lasciare andare, puoi andare verso nuovi petali di ben-essere.

Il bilancio della gratitudine (… e del perdono)

Abbiamo già parlato della gratitudine come valore della consapevolezza, lo ritengo importante e ti proporrò anche una pratica. Molti studi sostengono una connessione diretta tra espressione della gratitudine e sviluppo della felicità. Essere grati per quello che la vita ci ha dato, perdonare e lasciar andare le zavorre del passato sono buone attitudini al benessere.
Ti propongo, per riflettere su questo tema, alcuni spunti tratti dal test “The grateful disposition: a conceptual and empirical topography” (Autori: M. McCullough, R. Emmons, J.Tsang ).

Sono sei semplici aree di riflessione su cui esprimere assenso o dissenso su una scala da 1 (dissento totalmente) a 7 (concordo pienamente).Credo sia più che utile per te iniziare a riflettere e fare un bilancio tra gli estremi, tra dissenso e consenso:

  1. Ho così tanto nella vita per cui essere grato
  2. Se dovessi elencare tutto ciò per cui sono grato, la lista sarebbe molto lunga
  3. Quando considero come vanno le cose a questo mondo, non vedo molto di cui esser grati
  4. Sono grato a molte persone
  5. Invecchiando, mi scopro più capace di apprezzare persone, situazioni ed eventi che hanno fatto parte della storia della mia vita
  6. Può passare molto tempo prima che mi senta grato a qualcuno o a qualcosa

Respira, torna al centro, lascia la malinconia e il giudizio fuori dalla porta. Indica se il tuo bilancio è in equilibrio. Se non lo è, dove pende la bilancia? Da 1 a 7 dove sei? È un buon inizio per procedere: capitalizzare le esperienze del passato per riprogettare il tuo futuro. Ti rende più forte e dà un senso al tempo trascorso. Ringrazia la vita e ogni esperienza che hai attraversato, osserva gli eventi e il senso delle cose dalla prospettiva presente. Rifletti su cosa hai imparato superando le difficoltà, un utile bagaglio di risorse per andare avanti con maggiore chiarezza verso la tua meta.

Cosa ti porta via dal tuo ben-essere: tempo per la ricreazione!

Il tempo e il suo utilizzo sono variabili centrali nella nostra vita. Spesso determinano il nostro grado di maggiore o minore soddisfazione e ben-essere. La nostra vita si realizza (o non si realizza) allo scorrere inesorabile del tempo: dare senso e significato al suo utilizzo è di importanza vitale. Nessuno ci restituisce il tempo perduto ma possiamo fermarci e recuperare, anche se non siamo più sui banchi scolastici, il tempo per la ri-creazione. Credo molto utile prendersi uno spazio per osservare l’agenda della nostra giornata, della nostra settimana, del nostro mese, del nostro anno… della nostra vita. Spesso i nostri tempi sono dettati da altri e da altro fuori da noi, le nuove tecnologie ci hanno invaso e dare confini temporali al nostro essere oltre che al nostro fare è sempre più complicato.

Ti invito di seguito a elaborare un esercizio di mappatura e visualizzazione sull’utilizzo oggi del tuo tempo. Riporto prima un esempio.

Cosa puoi notare? Ci sono sei aree specifiche su cui si distribuisce effettivamente il tempo. Ma ci sono dei desideri, oggi, insoddisfatti su una diversa lista di priorità. Lo spazio dedicato ai figli, ai genitori, al lavoro è preponderante. C’è uno sbilanciamento tra voleri e doveri. La mappa esprime il bisogno di più tempo per la coppia, gli amici, gli hobbies. È un punto di partenza di cui essere coscienti per districarsi tra doverizzazionie volerizzazioni.

Ora tocca a te!

Respira profondamente, serve sempre: disattiva il giudizio che limita, apri la tua mente, accogli le emozioni che arrivano dal tuo corpo, senti il tuo cuore. Prima fai un elenco delle aree per te importanti sulle quali distribuisci il tuo tempo, recupera anche quelle per te importanti che non trovano più spazio nell’affollamento dei doveri quotidiani (… sport, cultura, viaggi, salute, …). Scrivi il tuo nome al centro. Unisci il centro con la circonferenza con tanti raggi quante sono le aree che hai individuato e scrivi il nome delle aree che hai scelto. Ora prendi due matite di colori diversi: un colore rappresenta dove sei e l’altro dove vorresti essere per stare meglio. Segna su ogni raggio due puntini di due diversi colori, uno individua il tempo che dedichi e l’altro il tempo che vorresti/potresti dedicare. Ora unisci i puntini con lo stesso colore. Tu sei al centro e le aree sono intorno a te, da questa prospettiva osserva la mappa che hai creato. Vedi che va bene così? Vorresti dedicare più tempo a qualche bisogno? Senti che stai esagerando e potresti ridurre il tempo che impieghi in qualche area? Magari osservandola ti accorgi che quelli che ti sembrano doveri sono in realtà piaceri, oggi li puoi scegliere con maggiore consapevolezza. Hai messo in rilievo gli spazi residui tra quello che fai (dove sei) e quello che vuoi (dove vuoi essere). Osserva di nuovo l’immagine: puoi spostare i confini del tuo tempo ed espanderli verso i tuoi desideri. Naturalmente puoi farlo con consapevolezza e assertività, a piccoli passi, un po’ alla volta.

Quali difficoltà e opportunità sono presenti oggi?

Un percorso di counseling è un percorso di cambiamento, un viaggio che intraprendiamo sia per superare difficoltà presenti che per cogliere nuove opportunità. Le prime sono ostacoli e contrarietà che ci impediscono di agire, ritardano la nostra capacità di scelta, ci fanno consumare molte più energie per conseguire un obiettivo. Le seconde sono condizioni vantaggiose e circostanze favorevoli da cogliere finché ci sono, a volte rischiamo di perderle. Come dicevano i latini, cogli l’attimo. Ti invito a diventare in questo percorso progressivamente più specifico e dettagliato per conoscerti sempre meglio. Connetti difficoltà a mal-essere e opportunità a ben-essere. Recupera le riflessioni fatte finora sulle possibili crisi interiori. Collega gli stimoli emersi dall’esercizio della ri-creazione. Scegliun ambito per te, oggi, prioritario per stare meglio e sentire di essere tornato al centro. Scegli ad esempio uno spazio di riferimento con una persona (marito, moglie, compagno, madre, padre, fratelli, sorelle, figlio, amico, insegnante, capo, collega…) o con un sistema più esteso (la famiglia, la scuola, l’azienda, …) o con un evento specifico (un lutto, una malattia, una promozione, un esame, un trasferimento…) o con te stesso. Osserva questo ambito e le due diverse prospettive di difficoltà e opportunità. Sono punti di vista che nella mente spesso si intrecciano e si condizionano, si sovrappongono e “bisticciano” per avere il sopravvento. Respira profondamente, connetti mente e corpo, fai un elenco di getto e portalo con te nel nuovo anno per attivare le tue risorse e superare le difficoltà della vita e per cogliere tutte le opportunità che ti meriti per migliorare la qualità della tua vita.

Siamo arrivati in porto, è il momento di salutarci, ti lascio proseguire il tuo viaggio da solo e ti auguro di fare spazio per tutto quello che ti è utile per so-stare nel tuo centro sostenibile di libertà e verità.

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: