Futuro del lavoro, il prossimo step è l’Intelligent Transformation

“L’Intelligent Transformation è un passo oltre: consiste nell’unire l’attenzione al cliente con l’esperienza d’uso dei dispositivi che proponiamo al mercato e, d’altro canto, l’abilità di attrarre i migliori talenti nelle aziende".

yoga-530-hp-hero-lenovoCombinare tecnologia, spazi di lavoro e cultura aziendale per creare un’esperienza lavorativa che attiri nelle aziende i migliori talenti, oltre a guidare la produttività: possiamo definire così l’Intelligent Transformation, il next step che le aziende dovranno compiere e stanno già compiendo per tenere il passo dell’evoluzione del mercato e della società.

Per molti anni le aziende hanno messo il cliente al centro della loro mission” ha dichiarato Emanuele Baldi, Amministratore Delegato e General Manager di Lenovo per l’Italia, in occasione della tappa milanese del roadshow europeo Lenovo Intelligent Futures. “L’Intelligent Transformation è un passo oltre: consiste nell’unire l’attenzione al cliente con l’esperienza d’uso dei dispositivi che proponiamo al mercato e, d’altro canto, l’abilità di attrarre i migliori talenti nelle aziende. La tecnologia, grazie alla sua capacità di ingaggiare e motivare i talenti, è un importante fattore abilitante nell’impresa moderna, in grado di liberare il potenziale del più importante valore di ogni azienda: le persone che ne fanno parte”.

L’incontro organizzato a Milano da Lenovo ha permesso di fare il punto su come le più recenti tecnologie e gli attuali contesti sociali e lavorativi si incontrino per forgiare una visione futuribile dell’ambiente di lavoro. I ritmi del cambiamento sono sostenuti e gli oggetti che utilizziamo quotidianamente diventano sempre più intelligenti, modificando di conseguenza le nostre modalità di utilizzo e interazione con gli stessi, e promuovendo un consumo consapevole, una maggiore produttività e connessioni sempre più agevoli.

Digital e Millennials alla riscossa

Analizzando innanzitutto i dati demografici, si rileva il massiccio ingresso della generazione dei Millennials – i nati dopo il 1980 – nel mercato del lavoro, e si stima che questi ultimi costituiranno il 75% dei lavoratori già entro il 2025. Il dato è significativo perché si tratta della prima demografica di lavoratori a essere stata in contatto con le tecnologie digitali per tutta la propria vita, con i più giovani tra loro abituati fin dall’infanzia a utilizzare e interagire con tecnologie online. A questo contesto si unisce la tendenza sempre più consolidata a ridurre le dimensioni fisiche degli spazi di lavoro a favore dello smart working e delle “huddle room”, sale di piccole o medie dimensioni in cui i gruppi di lavoro si riuniscono per allinearsi sui progetti a cui stanno lavorando; negli Stati Uniti si registra, per esempio, una decrescita del 30% delle superfici dal 2010 ad oggi. Le esigenze che emergono sono quindi di poter disporre di tecnologie che assicurino, dal punto di vista del lavoratore, mobilità, connettività rapida e stabile per favorire la collaborazione e strumenti di produttività sempre accessibili, senza trascurare soluzioni di sicurezza in grado di salvaguardare i dati e la privacy dell’utente.

Collaborazione e contatto umano, il cuore dei nuovi spazi di lavoro

Le aziende più moderne stanno già lavorando per concepire spazi di lavoro che favoriscano la collaborazione e il contatto umano, grazie anche a soluzioni di smart meeting, display interattivi e altro. Come ricordato da Federico Carozzi – Head of Product Marketing di Lenovo – il 50% delle huddle rooms avrà bisogno di nuove tecnologie entro il 2020 per semplificare la collaborazione tra persone che lavorano da luoghi differenti, e sempre entro tale data gli investimenti in videocomunicazione raggiungeranno quota 11.4 miliardi di dollari. Guardando al mercato IoT, nei prossimi due anni si prevede che i dispositivi intelligenti e connessi raddoppieranno di numero, mentre le posizioni lavorative che richiedono skill connesse all’intelligenza artificiale aumenteranno del 400%. Con l’ingresso nella forza lavoro di giovani sempre più abituati all’uso quotidiano della tecnologia (i già menzionati Millennials e la Generazione Z), cresce inoltre l’aspettativa da parte dei dipendenti di avere dispositivi simili a quelli utilizzati nella vita privata, quindi interattivi, sempre connessi e sempre disponibili.

Benché, come segnalato da Thorsten Stremlau – Director of the Global Large Enterprise Segment Product and Offering Strategy di Lenovo –, il 90% delle trasformazioni IT non sia attualmente in grado di portare i risultati attesi, il 45% di tali progetti fallisca a causa di una scarsa capacità di change management e l’80% degli executives ammetta il permanere di silos tecnologici che ostacolano la compiuta realizzazione delle nuove opportunità, non bisogna dimenticare che le aziende che avranno successo in futuro saranno molto probabilmente quelle in grado di trovare il migliore equilibrio fra produttività, inclusione e un approccio personale che tenga conto di un nuovo modo di lavorare. Un altro aspetto della trasformazione dei luoghi di lavoro è rappresentato dalla capacità che mostreranno le organizzazioni più lungimiranti di fornire ai dipendenti dispositivi pre-configurati e cloud-ready che consentano di progettare spazi di lavoro agili, creativi e sempre più produttivi.

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