La metamorfosi digitale è una rivoluzione a metà?

metamorfosi digitaleDopo aver diffusamente celebrato lo smart working e la metamorfosi digitale che ci sembra di aver finalmente trasformato in realtà, crediamo sia arrivato il momento di deporre almeno in parte l’entusiasmo per fare i conti in modo più lucido con ciò che ancora non funziona come dovrebbe.

Oltre le narrazioni trionfalistiche che hanno caratterizzato il periodo di lockdown appena trascorso, focalizzate nella maggior parte dei casi sulla celebrazione dei benefici derivanti dal lavoro da casa (che però non è necessariamente sinonimo di lavoro agile) e della capacità, da parte di lavoratori e aziende, di rispondere al meglio e in tempi brevi a questo repentino cambiamento delle abitudini lavorative, questa esperienza ci ha mostrato chiaramente due cose.

La prima è che esiste un gap di competenze reale tra i lavoratori che già da tempo hanno iniziato a servirsi delle nuove tecnologie e lavoratori che invece non hanno ancora acquisito le competenze digitali indispensabili per gestire la metamorfosi digitale che – dopo questa brusca accelerata – diventerà sempre più parte della quotidianità.

La seconda è che non si registra ancora una vera rivoluzione nei ruoli sociali e professionali riconosciuti alle donne: per esempio, benché innovazione e digitalizzazione stiano cambiando profondamente il mercato del lavoro e la società stessa, le donne sembrano essere escluse – o autoescludersi – da questa trasformazione, scegliendo in misura sempre minore le professioni scientifiche.

Per analizzare questi aspetti – che rischiano di rendere la metamorfosi digitale in Italia parziale e apparente – la community D-Avengers ha organizzato, nell’ambito dell’edizione 2020 di STEMintheCity, il talk online Metamorfosi digitale, nuove professioni, nuovi modelli organizzativi: esiste ancora il gender gap?, in programma per giovedì 2 luglio alle 18.

Attraverso i contributi di Miriam Cresta (CEO Junior Achievement Italia), Gloria Gazzano (ideatrice di D-Avengers e presidente della sezione territoriale Lombardia di Aica), Virginia Ghisani (partner Key2people) e Gianluca Salviotti (associate professor of Practice di Information Systems, SDA Bocconi) verranno approfonditi i temi già accennati, con un focus aggiuntivo sugli adeguamenti che il settore della formazione dovrà affrontare per ridurre il divario di competenze e contribuire allo sviluppo e alla diffusione di nuove attitudini e nuove conoscenze.

«La crisi sanitaria e il lockdown hanno, da un lato, evidenziato la presenza di uno skill gap che da anni come Aica notiamo e tentiamo di colmare proponendo attività formative rivolte a studenti e professionisti, e dall’altro hanno messo in risalto come l’Italia sia ancora lontana da una parità di genere nel contesto sociale e in quello lavorativo» ha sottolineato Gloria Gazzano. «Con la chiusura di scuole, centri ricreativi, servizi per disabili, associazioni sportive, il lavoro di cura è ricaduto ancora una volta sulle donne, costrette – più degli uomini – ad occuparsi dei figli e dell’abitazione durante il lavoro da casa o a rinunciare alla propria occupazione. Occorre pertanto agire su più fronti per evitare che nei prossimi anni l’effetto congiunto del divario di competenze e di quello di genere faccia sì che nell’ambito lavorativo siano le donne a subire maggiormente l’impatto della crisi sanitaria ed economica».

Per maggiori informazioni e per partecipare, scrivi a D-Avengers@imageware.it

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