Autonomia e collaborazione: come cambia la struttura aziendale

autonomia e collaborazioneGiusto ieri abbiamo analizzato in che modo il lavoro può diventare più smart e strategico quando le aziende decidono di puntare su autonomia, obiettivi e risultati.

Oggi continuiamo a muoverci sul terreno della trasformazione organizzativa raccontando la storia di Lato e Asterys, che insieme hanno sviluppato un nuovo sistema operativo e nuovi processi orientati alla sostenibilità, alla creatività e alla collaborazione.

Il ruolo decisivo delle persone in azienda

Il processo di ripensamento della struttura organizzativa di Lato ha preso le mosse dall’esigenza avvertita dall’azienda di passare ad un sistema dinamico e flessibile in grado di valorizzare le persone nel loro ruolo decisivo, e non solamente esecutivo.

L’obiettivo era quello di liberare il potenziale e il talento di ciascuno per dare nuovo slancio alle attività, alla crescita e all’evoluzione aziendale.

Un nuovo modello basato su autonomia e collaborazione

Dato questo punto di partenza, la scelta di Lato è caduta su Asterys e in particolare su AEquacy, il design organizzativo che l’azienda di consulenza e sviluppo organizzativo ha lanciato nel 2018. Il tratto distintivo di AEquacy è la sua struttura a network e paritaria di team auto-organizzati, che supera l’impostazione gerarchica spesso alla base di inefficienze e insoddisfazione.

«AEquacy è un modello organizzativo senza gerarchia, che pone la persona al centro. Ciò significa che guarda all’organizzazione come a un essere vivente. Il punto di partenza nell’implementazione di AEquacy in Lato è stato lavorare sui fondamentali, sulla ragion d’essere dell’organizzazione» ha spiegato Stefano Petti, Partner di Asterys e co-fondatore di AEquacy. «Questo ha consentito di convergere su una chiara visione comune, per poi allinearsi sulle priorità di business e dare al singolo la responsabilità del proprio lavoro. In AEquacy ognuno ricopre uno o più ruoli, ciascuno con uno scopo, un “perimetro” di autonomia e delle aree di responsabilità. In questo modo tutti sanno quello che ci si può aspettare dagli altri, ma soprattutto sanno qual è lo spazio all’interno del quale hanno piena autonomia decisionale. Abbiamo introdotto anche un meccanismo di feedback continuo tra le persone, fondamentale per potersi migliorare continuamente».

I primi risultati ottenuti

Superate le difficoltà iniziali legate soprattutto alla rottura degli schemi gerarchici tradizionali, i membri di Lato hanno abbracciato l’autorità distribuita proposta da AEquacy, sviluppando autonomia, collaborazione e responsabilità nello svolgimento delle rispettive attività.

Tolta la necessità di una “supervisione dall’alto”, le persone hanno iniziato a sentirsi libere di contribuire alla crescita dell’azienda, mantenendo al contempo una stabile visione d’insieme.

«Questo aspetto non ha solo semplificato la gestione delle persone e dei progetti, ma si è rivelato essere anche uno degli asset più importanti per guadagnare un vantaggio competitivo nel mercato in cui Lato opera» ha commentato Gavino Giovanni Marras, co-fondatore di Lato. «Oggi possiamo affermare che senza il modello AEquacy questa azienda non sarebbe così meravigliosa da vivere: nessun muro, perché i muri dividono; nessuna gerarchia, perché la gerarchia limita. L’organizzazione di Lato non è verticale e non è orizzontale: è organica. E non è un caso che AEquacy, anche a occhio nudo, sia la forma organizzativa più simile alla biologia di un organismo vivente».

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